* Digitale?

Digitale?

 

No, Vasarely!

ll grande artista Victor Vasarely (1906-1997), padre dell’arte cinetica nota come Op Art, è nato in Ungheria.

Studente alla Bauhaus di Budapest, fortemente segnato dallo spirito di quella scuola, sviluppa un linguaggio del più tipico astrattismo, saldamente collegato alla scienza intesa come geometria pura in composizioni nelle quali la terza dimensione è rappresentata dal movimento.

Vasarely diceva che la sua è un’ “Arte per tutti”, ognuno può trovare un suo significato, tutti possono comprendere, secondo il concetto di arte sociale e democratica, “cinetica, multi-dimensionale e comunitaria”, per citare le sue stesse parole, basta abbandonarsi all’inganno visivo e lasciarsi guidare dall’illusione entro uno spazio magico.

Era già un artista più che maturo quando, nel 1931, si trasferì a Parigi e divenne famoso sul piano internazionale con le sue opere, un insieme di forme geometriche e di combinazioni di colori.

La Op Art (abbreviazione di «Optical Art») è una corrente artistica contemporanea di arte astratta degli anni ’50-’70 che cerca soprattutto di definire un nuovo spazio puramente ottico, nel tentativo di «far vibrare l’opera d’arte» – pur statica – creando l’illusione del movimento.

Il suo progetto: riplasmare l’intera realtà secondo gli schemi comuni al mondo.

Digitale? No, Vasarely!

11 thoughts on “* Digitale?

  1. Sono sincero, questo tipo di rappresentazione multivisiva non mi ha mai attratto, forse perchè sono troppo naif; però, questa mattina passando qui mi sono soffermato a guardare in modo particolare il secondo lavoro postato, tra tutti è quello che appenderei a casa mia.
    Ha ragione Victor, ognuno di noi è in cerca del proprio spazio magari illusorio che colmiamo con l’inganno visivo.
    In fondo, non è altro che esprimere e vivere le nostre fantasie.
    Post notevole.

    Buona domenica, ora vado a farmi un caffè, senza inganno 🙂

    Mi piace

  2. Esprimere visivamente le diverse ed infinite percezioni della stessa realtà secondo i tanti sentimenti ed emozioni che distinguono tutti gli abitanti del pianeta, simili ma mai uguali, è un’arte che solo una artista divina poteva rappresentare.
    Bravissima!!

    Mi piace

  3. un caleidoscopio di forme e sfumature con pochi colori e una buona idea del movimento e dello spazio: geometrie e curve sapienti. Non è facile comunicare ed emozionare con l’astrattismo, ma Vasarely ci riesce.
    Bel post
    ciao,
    Maria Rosaria

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...