Facciamo finta che ….

Facciamo finta che …io ero l’albero e tu il cavallo….”

“ Facciamo finta che tu eri il re ed io la principessa…
” facciamo finta che tu eri il capitano della nave e io ero il pirata…”

“facciamo finta che io ero la mamma e tu il papà

“ facciamo finta che io ero la maestra e tu la bambina..

“ facciamo finta che io ero il sole e tu la luna

Così giocano i bambini e quando vogliono giocare con te.
E come si arrabbiano se tu non fai con serietà ed efficacia il ruolo che ti hanno assegnato…

Quando i bambini giocano spesso vogliono fare  finta di ….
Si creano un ruolo  in una esperienza che vogliono sperimentare.


Il tempo e il luogo non ha importanza, è il ruolo che conta, entrare nel personaggio e fare e dire delle cose come farebbe il personaggio o come il bambino pensa che sia il personaggio e capire come si sentirebbe se fosse lui quel personaggio e cosa farebbe …

Ogni bambino si butta a capofitto nel gioco di finzione e per lui è una esperienza reale.
Che differenza fa essere il bambino della mamma, o il bambino che sale sulla bicicletta per la prima volta, o il bambino che scopre che ci sono le stelle in cielo…
La vita per il bambino è un meravigliosa realtà da esplorare, è un eterno presente, non concepisce il prima e il dopo temporale, la causa e l’effetto sono simultanei, ciò che conta è il qui ed ora.
E così costruisce la storia.
“ Io ero l’albero che fa i frutti che mangiano i cavalli.
E tu eri il cavallo che è scappato dalla stalla perchè non gli danno da mangiare.
E io ero la bambina che è la padrona del cavallo e fa le corse…
E io ero la mamma che preparava i dolci….quelli che piacciono a me…
E io ero il papà che è padrone delle stalle e…anche il padrone di tanti altri cavalli… e li fa correre nelle piste…e ci guadagna tanti soldi… e anche li perde …certe volte…poi li rifà…

Ognuno ci mette la sua per arricchire di particolari il suo personaggio o per aggiungere storie alla storia.
In questo costruire i personaggi e la storia i bambini sono meticolosi: ogni cosa detta o fatta ha le sue regole. Regole che si stabilisce con i compagni di gioco e alle quali si mettono terribili punizioni se non vengono rispettate da tutti i componenti.
Perchè le regole sono nel rispetto reciproco  e utili e indispensabili alla riuscita del gioco.
Il gioco per il bambino è una delle tante realtà nelle quali va a sperimentare i suoi valori e le sue capacità. E ancora non sa che sono valori e capacità.
Sono cose che vuole o non vuole fare.  E vuole vedere l’effetto che fa.
Cerca il ruolo e la storia che gli serve in quel momento per fare quella certa esperienza.
Ma non lo sa!
E’ solo per provare una cosa nuova, e cambia continuamente i ruoli. E le storie.
Una volta è il re…una volta è il servitore…l’altra volta il buono…l’altra volta il cattivo…
E di storia in storia si crea un modello di comportamento per varie situazioni.
Ma non lo sa!
Spesso si immedesima negli stessi personaggi come se volesse perfezionarli o scoprirne altri lati.
Il suo è un percorso  in continua evoluzione. Lo scopo è solo quello di conoscere e di apprendere.
Non di primeggiare. Non di giudicare. Non di prevaricare.
Il suo animo è ancora innocente, la sua mente aperta, il suo cuore senza paura.
E non lo sa!

Poi ci pensano i Grandi!
“ Attento qua! Attento là! Non fare questo! Non fare quello! E’ pericoloso! Devi essere il migliore!
Quello è brutto, antipatico e cattivo! Le bugie sono necessarie! Le regole sono per i fessi! Ormai sei grande e smettila con queste fantasie da bambini ”
E allora i bambini si bloccano e diventano Disadattati.
Il mondo là fuori non è più così attraente.
La realtà è quella consolidata dalla Esperienza dei Grandi. Che bisogno c’è di farne esperienza? Quel bambino che fa finta di fare il re forse è perchè si sente più bravo di me?
E forse quando faccio finta di fare la mamma non è così che si fa!
E forse non esistono alberi che danno da mangiare ai cavalli!
Così i bambini separano il loro gioco da quella che i Grandi chiamano la Realtà.
Fortunatamente molti continuano “a fare finta che” e a darsi delle regole nelle loro storie.
Alcuni invece “fanno finta che” nella Realtà dei Grandi, ma solo per ottenere amore e approvazione.
E diventano Disadattati. Ma questo è un altro discorso e per un’altra volta.

Oggi  ci sono anche dei Grandi che hanno scoperto di ricordare come facevano a “fare finta che” e come era gratificante creare realtà alternative nelle quali fare esperienza.
Non sono forse i Giochi Virtuali, che in questi ultimi anni si sono moltiplicati coinvolgendo milioni di utenti in tutto il pianeta, a rappresentare delle realtà alternative da esplorare?
In queste storie ognuno “ fa finta che “ è un  personaggio,  sceglie tutto di lui o lei,in ogni particolare, dall’abbigliamento, alla statura,  alle capacità, si identifica nel ruolo che andrà ad interpretare, accetta le regole di quel contesto. Si sente libero di creare  e la creazione quasi sempre esprime una parte di se stesso . Anzi la scopre.
Ma non lo sa!
La storia del gioco che ha scelto rappresenta un contesto rassicurante nel quale osare comportamenti inusuali, come nei sogni.
Se entra a fare parte di un gruppo viene accettato per le sue capacità e cresce la fiducia in se stesso.
Il contatto con gli altri, che sono espressione di altri esseri umani che fanno finta che è stimolante.
Nascono amicizie reali.
Ma non lo sa!
La presenza delle regole che vengono rispettate da tutti crea rapporti leali: i cattivi vengono esclusi e il Bene E il Male hanno dei confini precisi e facilmente identificabili.
Non è più fare finta che, è fare in modo di esprimere al meglio se stessi in ogni situazione.
E cresce la fiducia in se stessi e fa scoprire altre risorse.
E inconsciamente si applicano nella Realtà.
Ma non lo sa!
E quello che può accadere, e accade, e che poi  si ottengono i risultati sognati nel quotidiano.
Ogni personaggio è un altro se stesso che sperimenta un’altra realtà nella quale proietta gli aspetti a volte sconosciuti di sé e che vanno ad  essere potenzianti nella Realtà.

La Realtà! Quale Realtà? Quella Realtà Oggettiva o questa realtà individuale?
Ma siamo sicuri che esista una Realtà Oggettiva?
Qualcuno ha scritto “ Così è se vi pare ” e lì ogni personaggio dà la sua interpretazione di una realtà, un certo Luigi Pirandello.
Qualcuno ci ha scritto dei trattati di psicologia, un certo Carl Gustav Jung.
Qualcuno ha usato la realtà-gioco dei bambini per aiutarli a crescere, un certo Franco Passatore.
Qualcuno ha detto: “ La mappa non è il territorio!” un certo Richard Bandler.

Ho forse bisogno di far finta di essere me stessa nella realtà che scelgo di vivere, giorno per giorno? Domani è un altro giorno e tutto un universo di realtà da esplorare mi aspetta.
E ogni realtà è una mia creazione.

La vita è un gioco.

( mi pare che è già stato detto)

Facciamo finta che io ero una stella e tu eri me che sto sulla terra…

Letture sull’argomento:

INDACO di Paola Giovetti

PINOCCHIO di Marcello Carosi

IO ERO L’ALBERO TU IL CAVALLO di Franco Passatore

LA COSTRUZIONE DEL REALE NEL BAMBINO di Jean Piaget

GRAMMATICA DELLA FANTASIA di Gianni Rodari

4 thoughts on “Facciamo finta che ….

  1. “…facciamo finta che adesso tu entravi nel mio negozio e cercavi un gioco?”
    Mio figlio l’ha chiesto pochi giorni fa. Per un bambino è importante anche sapere quali cose piacciono ai grandi… ma chissà perchè, a me è venuto così naturale sceglierne proprio una tra le sue, che forse la desideravo davvero.
    Ciao Laura… arrivo qui un po’ per caso e mi piace il modo in cui scorrono i tuoi temi. Mai banali e con un piacevole non-so-che che mi sorprende e mi incuriosisce.
    Un sorriso…

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  2. Bellissimo Laura, anche io ho giocato tanto con mia figlia, ci divertivamo tantissimo, lei si ricorda ancora adesso, io credo pero’ che con i giochi virtuali e parlo di quelli di ultima generazione, bisogna stare un attimo attenti e seguire i ragazzi che stanno ore ed ore davanti al pc credendo che la vita e’ quella che si sono costruti in quel mondo fantastico…. facciamo finta che…va benissimo… ma poi si torna alla propria realta’, un bacione grandissimo a te!!!!

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