non siamo soli…altrochè!

Questa sequenza mostra il piano della via Lattea e dintorni visto a differenti redshift, quindi varie distanze.

Credit: 2MASS/IPAC/Caltech

Non molti anni fa era un impresa riuscire a vedere in dettaglio regioni di altre galassie, chi l’avrebbe mai detto che sarebbe riusciti oggi a non solo guardare verso le profondità più grandi dell’universo, ma mapparlo in dettaglio? Tutto questo è oggi stato possibile grazie ad un indagine enorme per cui sono serviti ben 10 anni di impegno da astronomi di tutto il globo.

Quest’indagine è la 2MASS Redshift Survey (2MRS) e ha fornito la più completa mappa tridimensionale che taglia attraverso la polvere e ci mostra tutto il piano galattico fino a 380 milioni di anni luce di distanza comprendendo ben 500 milioni di stelle e riuscendo a individuare e mostrare ben 1.5 milioni di galassie.

Una cosa che rende questa ricerca impressionante è il fatto che è finalmente riuscita a mostrarci quello che fino ad ora è rimasto nascosto dietro il piano della nostra Via Lattea.

Dai tempi in cui gli astronomi hanno per la prima volta misurato il nostro movimento relativamente al resto dell’Universo, realizzando che non può essere spiegato dall’attrazione gravitazionale della materia visibile, riuscire a capire le meccaniche di questo universo è stato un continuo puzzle che aspetta solo il successivo pezzo da poter aggiungere al quadro finale.
Rimane comunque una formidabile barriera per via dell’enorme quantità di stelle che producono un “rumore” di fondo. Vicino al centro della galassia, questo rumore è estremamente alto e blocca il 100% della luce che passa da dietro di essa, mentre lontano dal centro galattico il rumore è minimo ed il velo della Via Lattea è penetrabile con una visione a infrarossi.

Ma forse la funzione più importante è riuscire a fornire per la prima volta, all’umanità una “grande foto panoramica” del contesto in cui ci troviamo, permettendoci di analizzare ed interpretare molti dati che riguardano gli ammassi galattici, la struttura su grande scala dell’Universo e la densità di materia presente in esso.” ha spiegato Thomas Jarrett, membro del team scientifico dietro il progetto. “Quindi la motivazione primaria di questo lavoro, con la costruzione di mappe “stradali” qualitative dell’universo locale, è di fornire una grande rete di informazioni per lo studio delle connessioni fisiche tra il nostro Universo Locale (la Via Lattea, il Gruppo locale, il Super-Ammasso Locale, il Grande Muro, etc) con il distante universo dove le galassie ed i filamenti si sono formati per la prima volta.

Il meglio deve ancora venire.”

altrochè!

leggi anche:

non siamo soli…anzi!

fonti:

http://link2universe.wordpress.com

6 thoughts on “non siamo soli…altrochè!

  1. aiutooooooooooo, siamo in troppi.
    Battuta a parte credo davvero che come dice Jodie Foster in un suo film, “sarebbe tanto troppo spazio sprecato”
    Cmq mette inquetudine.
    Ciaooooo
    Fa.

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  2. Si rimane sbigottiti a fronte di tali infinite immensità che sembrano voler schiacciare l’uomo nella sua nullità. La sola via di fuga o di salvezza rimane forse quella di bilanciare queste realtà infinitamente grandi con un altrettanto infinitamente grande mistero appartenente solo all’uomo, e cioè la sua anima ed il suo pensiero, il sostegno che gli permette di guardare la realtà senza averne oaura.

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  3. Sicuramente non siamo soli! e meno male, mi auguro che ci siano tanti altri popoli meno selvaggi e più “umani” di noi.
    Ho inserito anch’io articoli su questo argomento, che mi affascina tantissimo.
    Grazie per la tua visita che ho ricambiato con piacere e dopo che visto il tuo blog anche con molto interesse.
    Felice 2 Giugno
    ciao
    ross

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  4. Il Cervello – è più grande del cielo –
    Perché – mettili fianco a fianco –
    L’uno l’altro conterrà
    Con facilità – e Te – in aggiunta

    Il Cervello è più profondo del mare
    Perché – tienili – Blu contro Blu
    L’uno l’altro assorbirà
    Come le spugne – i secchi – assorbono

    Il Cervello ho giusto il peso di Dio
    Perché soppesali – oncia per oncia –
    Ed essi differiranno – se differiranno –
    Come la Sillaba dal Suono.

    Emily Dickinson, 1862

    bell’articolo 🙂 bacii

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