*27.09.2016 – Il terzo portale del 999 : La regina accoglie il ritorno a casa dell’eroe.

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Completiamo il cammino dentro il nono mese di un anno 9 iniziato nel giorno 9, e lo completiamo nel terzo Portale 999 (2+7+0+9+2+0+1+6 = 9).

Per leggere dei due Portali precedenti: 09.09.2016 18.09.2016.

Il Cielo di questo ultimo Portale calcolato alla mezzanotte del 27 a Roma è un Ritorno a Casa.

La Porta che si spalanca è quella che ci accoglie dentro un ambiente da cui siamo stati lontani per tutta la vita e che sentiamo essere quel luogo di cui abbiamo sempre sentito nostalgia, lo spazio sacro che ciascuno chiama Casa, qualunque cosa ciò significhi per noi.

E’ ritrovare intorno a sé visi familiari e cari, il lavoro che da lungo abbiamo progettato di fare, un trasloco da tempo agognato ma sempre difficoltoso da eseguire, un trasferimento in un posto da cui poter ripartire, ecc. Qualunque cosa sia, c’è la possibilità che essa incroci la nostra strada.

Perché questo è il Tempo del Ritorno. E anche dell’arrivo dove non siamo mai stati prima in questa vita, ma che sentiamo comunque appartenerci da sempre.

Confrontando il Cielo dei 3 Portali possiamo vedere cose interessanti:

Il 09.09 ha aperto la Porta dentro il passaggio di Purificazione attraverso il Fuoco, il Regno dell’Astrale, della Mente e delle sue credenze. Ci veniva chiesto di lasciar andare le paure e di aprirci a maturare una nuova visione con la Luna in Sagittario congiunta a Saturno. Essi ci hanno messo in confronto con la missione di vita. Eravamo pronti a sostenerla, a crederci, a credere in noi stessi? E’ stato un confronto anche duro con la realtà, un risveglio brusco che ci ha fatto però prendere coscienza di quanta Presenza avessimo maturato rispetto agli eventi della Vita.

Il 18.09 è stato il momento del radicamento di questa nuova energia di Fuoco nella vita quotidiana. La Luna in Ariete ancora deteneva il Potere del Fuoco creando un Trigono con Saturno, così da dare forza a questo flusso di apertura di entrare nel Cuore. L’impatto è stato molto più dolce. Ci è arrivato un grande senso di riconoscimento da parte dell’esistenza, una risposta di gratitudine per la fatica fatta.

Il 27.09 infine potremo abbandonarci in un abbraccio.

La Luna in Leone diventa la Regina che accoglie l’Eroe (noi) a casa e ci investe del Cavalierato.

Ce lo siamo meritato. Possiamo tirare un sospiro di sollievo sapendo che abbiamo dato il massimo e che l’abbiamo fatto con il cuore.

Il Portale si apre per farci entrare nel nostro spazio interiore più sacro ed intimo e prendere amore e respirare amore e donare amore, qualunque cosa questo significhi per ognuno di noi.

Si attiva una profonda circolazione dell’energia da noi al mondo e dal mondo a noi. Finalmente fluidi.

Durante i tre Portali la Luna, simbolo degli antenati ma del nostro intimo, si è sempre trovata in uno dei diversi Segni di Fuoco, elemento legato alla purificazione e al rinnovamento.

La Luna ha sottolineato la sacralità del Viaggio dell’Eroe.

Siamo tutti eroi.

Non c’è gesto che richieda maggior coraggio di quando l’amore chiama e uno risponde, incondizionatamente.

Stefania Gyan Salila


http://ashtalan.blogspot.it/2016/09/27092016-il-terzo-portale-del-999-dal.html

* La buona notizia del venerdì: Nasce il Grab,il Grande Raccordo Anulare delle biciclette a Roma

 

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La ciclovia di 44 chilometri collegherà il centro e le periferie toccando le zone di maggior interesse storico culturale

Questa mattina il ministro per le Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, e la sindaca  Virginia Raggi, hanno firmato il protocollo di intesa per la progettazione e la realizzazione dell’opera, di 44 chilometri, che dal cuore della capitale si spingerà fino all’Appia Antica collegando più punti della città, in particolare tutte le zone di maggior interesse storico-culturale, unendo anche centro e periferie.
Quest’opera si sommerà al sistema delle ciclovie turistiche nazionali avviato il 27 luglio con la sottoscrizione dei protocolli di intesa tra il ministero delle Infrastrutture, il ministero dei Beni e attività culturali e le Regioni coinvolte da nord a sud.

Oggi ho firmato con il ministro Graziano Delrio il protocollo d’intesa per la realizzazione del Grande Raccordo Anulare per le Biciclette. È un grande passo verso una mobilità più sostenibile a Roma. Non solo: sarà un’occasione per valorizzare le identità e le eccellenze del nostro territorio. Uno strumento di promozione del patrimonio storico-artistico che viaggerà su due ruote”.

Scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi su Facebook. “Sarà la nostra ciclovia turistica, un anello off limits ad auto e moto, dove si potrà pedalare in sicurezza dal Colosseo all’Appia Antica, da San Pietro a Galleria Borghese, dall’Auditorium a Trastevere passando per il Lungotevere, gli acquedotti di epoca imperiale e le periferie colorate dalla street art – afferma Raggi – Una pedalata green che abbraccerà le bellezze della Capitale. Quarantacinque chilometri che si snoderanno su percorsi già esistenti, dalla centro della città passando per le ville storiche, dagli argini fluviali all’agro romano.

In concreto, cos’è il Grab?

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Si tratta di un anello ciclopedonale di 44,2 km, tutto interno al territorio capitolino.

In poco più di un’ora e praticamente senza incrociare automobili, porta chi pedala dalla periferia al centro, da est a ovest (da Montesacro all’Isola Tiberina ad esempio) o da nord a sud (dalla Salaria alla Piramide).

Può suonare come un’opera mastodontica e di difficile realizzazione; in realtà, si presenta come un’infrastruttura leggera, ad alta redditività economica e – il che non guasta mai – assolutamente low cost. Anche perché, del tragitto individuato, l’80,3% è già pronto e pedalabile in tutta sicurezza. 

Il percorso individuato, infatti, tutto pianeggiante, si snoda principalmente lungo vie pedonali e ciclabili, parchi, aree verdi e argini fluviali (31,9 km, il 72,2% del tracciato). Altri 3,6 km (l’8,1%) si sviluppano su marciapiedi che possono facilmente accogliere una ciclabile.

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Il Grab “è un moderno Grand Tour che – spiegano i coordinatori del progetto – da una strada di 2300 anni fa, l’Appia Antica, arriva alle architetture contemporanee del Maxxi di Zaha Hadid e alla street art del Quadraro e di Torpignattara unendo tra loro Colosseo, Circo Massimo, Caracalla, San Pietro e Vaticano, Gnam, parchi e paesaggi agrari eccezionali e inaspettati (Caffarella e Acquedotti), ville storiche (Villa Ada, Villa Borghese, Villa Gordiani), i percorsi fluviali di Tevere, Aniene e Almone incrociando in più punti diverse stazioni ferroviarie, le linee A e B della metropolitana e anche la futura linea C.

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http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/09/21/news/roma_firma_protocollo_grab-148225686/?ref=fbpr

leggi anche:

http://www.curioctopus.it/read/10129/vietato-l-ingresso-alle-auto:-ecco-il-percorso-ciclabile-piu-lungo-al-mondo…-24.000-km-di-splendore

* Equinozio di autunno

EQUINOZIO D’AUTUNNO

Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.
(E. Dickinson)

 

Inizia l’autunno astronomico.

La parola “equinozio” deriva dal latino e significa ” notte uguale”, al giorno, naturalmente.

Nell’emisfero settentrionale l’equinozio d’autunno cade generalmente o il 22 o il 23 settembre, ossia il momento in cui il sole incrocia il piano dell’equatore terreste (perpendicolarmente), nel punto detto appunto degli equinozi. Il punto dell‘equinozio d’autunno è  anche chiamato punto della Bilancia (¦Ø), dato che il sole si trova in questo segno zodiacale in questo periodo e ci sta per un mese circa.   Agli equinozi il Sole sorge precisamente ad est e tramonta precisamente ad ovest, ovunque.

Questo avvenimento ha sempre rappresentato nell’antichità un momento speciale nel quale le forze di luce e tenebra sono in perfetto equilibrio.

Per molte culture l’Equinozio d’Autunno è un giorno di celebrazioni.

Alcuni antichi racconti  narrano  che nel giorno dell’equinozio d’autunno gli Dei per  creare il giorno e la notte abbiano “ fatto pace, e si siano messi d’accordo almeno per un giorno”.

Inoltre gli sciamani di un tempo sapevano che per la Terra era un momento di massimo equilibrio tra le 2 forze cosmiche (sole e luna) (yin e yang), quindi facevano rituali per “fotografare” la propria conoscenza acquisita fino a quel giorno e fissarla, per  poi rinascere con forza.

Nella tradizione iniziatica questo momento rappresenta un passaggio, un tempo per la meditazione, per rivolgersi all’interno, durante il quale la separazione tra ciò che è visibile e ciò che è invisibile si assottiglia sin quasi a scomparire.

Continua a leggere

* 18/09/2016 = 999 : Ma tu cosa vuoi, quali sono i tuoi sogni?

 

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Entriamo dentro la penultima settimana di Settembre 2016, uno dei mesi più intensi di questo periodo dal punto di vista evolutivo.

Sono gli ultimi giorni del Sole in Vergine, durante i quali la nostra Stella, che per ciascuno di noi rappresenta la Vocazione, forma un aspetto di opposizione con Chirone retrogrado a 22° dei Pesci (il Sole si trova a 25° della Vergine). E’ l’avvio del processo di guarigione karmica, cioè dei nodi cruciali attorno ai quali ciascuno di noi è più o meno identificato.

La concentrazione di eventi quali il Portale del 18.09.2016 (999) e l’Equinozio d’Autunno del 22 settembre in uno spazio temporale estremamente ravvicinato ci dona la possibilità di lasciar andare dal profondo, liberando l’essere dai pesi che inconsapevolmente ci siamo portati dietro per eoni – perché siamo esseri infiniti e a volte infinitamente sbagliamo. Il passaggio attraverso le nuove frequenze ci aiuta a stabilire un assetto maggiormente in linea con la nostra missione d’anima.

Queste frequenze sono le onde di risonanza della Luce che vibrano più velocemente rispetto a ciò a cui siamo abituati (basta osservare l’attività solare per accorgersene.

Il passaggio che stiamo attraversando è la trasformazione da esseri razionali, estraniati dal cuore, dai profondi aneliti dello spirito, completamente identificati nel mondo del mentale, a esseri empatici, telepatici, connessi l’uno con l’altro grazie all’amore per la Madre, il nostro pianeta. Questo momento così delicato ci permette di entrare in contatto con parti interiori sconosciute, con i veri sogni che abbiamo nascosto nei recessi dell’animo perché abbiamo smesso di crederci. Era troppo difficile coltivarli senza aver accesso al cuore.

Tante persone alla domanda: ma tu cosa vuoi, quali sono i tuoi sogni? non sanno rispondere. Il passaggio è difficoltoso perché siamo in confronto con la parte più delicata di noi, quella che ha rinunciato a sé a causa dell’oblio, del rifiuto ricevuto, del disamore. Siamo portatori sani d’amore e lungo le sue onde viaggiamo, solo che a volte non ci accorgiamo di essere finiti nell’estremità della mancanza. La misura che ci tiene in equilibrio è data dall’amore per noi stessi. Ricordiamoci che siamo noi a creare gli eventi, per cui ogni esperienza “negativa” ci risveglia rispetto al punto in cui ci stiamo trovando, se nella presenza d’amore o nella sua assenza.
Detto questo, durante queste giornate è probabile che vivremo esperienze che ci porteranno a prendere decisioni importanti che segneranno degli spartiacque nella nostra vita, anche perché già da domenica 18, un aspetto benefico tra Urano, pianeta della Luce, retrogrado in Ariete e Marte in Sagittario apre la porta ad un flusso di consapevolezze rispetto a ciò che siamo venuti a fare qui.

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Tutto sta venendo alla luce per essere guarito ed il momento è adesso.

Cambiare il mondo significa entrare dentro questi spazi sacri interiori e lasciare che essi si aprano e ci donino i tesori lì custoditi. Sono le perle che ciascuno di noi possiede, la poesia della propria anima. Il cambiamento è questo e tutti i movimenti planetari ci stanno aiutando a diventare totali. Possiamo esserne più o meno consapevoli, possiamo vederlo nella realtà o forse si tratta di micro-movimenti dell’anima, ma qualcosa sta cambiando e noi con esso.

Sempre più dentro il cuore. Sempre più allineati.

Allinearsi è la misura con cui possiamo dire di essere felici.

Allinearsi significa sapere chi si è, che non è presunzione, ma solo accettazione incondizionata di trovarci in un luogo, dentro un corpo, a vivere una data vita perché non potremmo essere da nessuna altra parte.

 

http://ashtalan.blogspot.it/2016/09/astrobollettino-1824092016-tutto-viene.html

* La buona notizia del venerdì: L’uomo che cura con la musica



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Si chiama Istvan Sky Kek Eg ma è meglio conosciuto come l’uomo che cura con la musica. Durante la sua vita ha capito che la musica può davvero essere utile per favorire uno stato d benessere e di rilassamento.

Si tratta di un artista, musicista e guida spirituale ungherese che gira per il mondo portando con sé la musica e organizzando spettacoli sempre basati sul potere benefico dell’ascolto del suono e della musica.

I suoni, le armonie e le vibrazioni possono avere degli effetti sul nostro stato d’animo. Ce ne accorgiamo quando decidiamo di ascoltare una canzone allegra perché siamo giù di morale o quando scegliamo un brano ricco di energia per ripartire con più carica.

Istvan Sky Kek Eg è stato tra gli autori di The Song Of The Butterfly insieme ad altri artisti noti a livello internazionale nel 2014 ma i suoi progetti non di fermano.

Con la sua voce e con l’armonia delle sue canzoni e grazie a ciò che ha imparato viaggiando in Tibet e in Mongolia riesce a donare uno stato di benessere a chi ascolta la sua musica.

Possiamo considerare i brani composti dal musicista e artista come un esempio di musicoterapia.

La musicoterapia viene ormai utilizzata con successo negli ospedali e in altri contesti per favorire il benessere dei pazienti.

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Pare che le sue composizioni musicali creino delle vibrazioni gioiose che aiutano chi le ascolta a ritrovare il sorriso.

Ha tenuto numerosi concerti e organizzato gruppi per l’ascolto della musica in America Latina, in Messico e in Costa Rica.

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La musicoterapia arriva in ospedale.

In Italia la musicoterapia viene già utilizzata per dare sollievo ai pazienti all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, mentre la Liguria ha appena approvato un progetto di musicoterapia in ospedale con gli allievi del nuovo liceo musicale di Albenga.

La musicoterapia utilizza il potere della musica e dei suoni a livello educativo, riabilitativo o terapeutico per aiutare le persone che soffrono di problemi fisici o che stanno affrontando un periodo difficile a livello emotivo.

Nella musicoterapia la musica e i suoi elementi, come il ritmo, l’armonia, la melodia e il suono, vengono utilizzati per favorire la comunicazione, l’apprendimento, la motricità e l’espressione in base alle condizioni di salute fisiche ed emotive delle persone a cui un musicoterapeuta qualificato si rivolge.

All’ospedale Sant’Orsola di Bologna sono attivi da alcuni anni dei progetti di musicoterapia che coinvolgono i piccoli pazienti del reparto di pediatria e di neonatologia. Già da alcuni anni la ricerca scientifica si sta occupando di verificare gli effetti benefici della musicoterapia e visti i risultati positivi ecco che la musica può arrivare in ospedale anche in Italia per dare sollievo a chi sta soffrendo.

La musicoterapia all’ospedale Sant’Orsola di Bologna sta aiutando i bambini a superare l’ansia e la tristezza, a sentire meno il dolore e a sopportare meglio la nausea legata alla chemioterapia. La musicoterapia si sta rivelando benefica anche in neonatologia, tra i bambini prematuri, che sembrano reagire davvero bene agli stimoli esterni offerti dal suono.

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Altre realtà ospedaliere italiane si stanno aprendo alla musicoterapia.

La Liguria ha appena approvato la nascita del nuovo Liceo Musicale di Albenga ed è già pronta una proposta per coinvolgere gli studenti in un progetto di musicoterapia che riguarderà gli ospedali di Santa Maria di Misericordia e Santa Corona, con l’idea di portare la musica anche nei reparti di rianimazione.

In Italia la musicoterapia ha già garantito effetti benefici, ad esempio riducendo la richiesta di sedativi da parte dei pazienti ricoverati. La speranza è che i primari degli ospedali liguri accettino la proposta.

Gli studenti del Liceo Musicale di Albenga potranno così portare la musicoterapia in corsia una volta alla settimana.

http://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/3828-musicoterapia-curarsi-a-suon-di-note

http://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/12811-rata-terapia-musica-indiana

leggi anche:

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/04/29/la-buona-notizia-del-venerdi-i-medici-cantano-e-suonano-allazienda-sanitaria-di-biella/

* A te piacciono i fichi?

Nel mio giardino ho un grande albero di fichi.

Fa tantissimi frutti nel mese di luglio e poi nel mese di settembre.

Ho già fatto 10 chili di marmellata e più di altrettanti ne ho mangiati.

Platone era un grande divoratore di fichi, diceva che fanno aumentare l’intelligenza.

Albero e frutto sacro, il fico è l’emblema della vita, della luce, della forza e della conoscenza. Nella tradizione antica il fico riveste quindi un significato di immortalità e di abbondanza. Esso rappresenta anche l’asse del mondo, che collega la terra al cielo.

Leggiamo infatti nel racconto biblico Genesi 3,7:
“Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.”

Il Signore Iddio aveva piantato l’Albero della Conoscenza del Bene e del Male al centro del giardino dell’Eden, ordinando ad Adamo ed Eva di non mangiarne i frutti se non volevano morire.
La narrazione biblica del peccato originale e della cacciata dall’ Eden si legano al misterioso frutto, che Eva raccolse su invito del serpente ed offrì ad Adamo.
Di quale frutto poteva trattarsi?

Durante tutto il medioevo si conosceva ancora l’identità del frutto in questione: si trattava di un fico, quel dolce frutto estivo che fin dall’antichità si legava all’idea di fertilità, abbondanza e sessualità.

L’albero della conoscenza del bene e del male era dunque un albero carico di fichi, e non di mele, come confermato da molte opere d’arte di età medievale. Osservando ad esempio i rilievi che Lorenzo Maitani scolpì sulle lastre di marmo che oggi rivestono la facciata del duomo di Orvieto, non vi è alcun dubbio che le foglie e i frutti dell’albero incriminato  rappresentati nei minimi dettagli sono di un fico.

La stessa pianta torna in due  scene nel ciclo della Genesi: in una si vede Dio con il dito puntato verso Adamo ed Eva mentre ordina loro di non mangiare frutti dall’albero al centro del giardino. Nella seconda si vede lo stesso albero sul cui tronco è attorcigliato un serpente, mentre Eva tende il braccio verso quello di Adamo per offrirgli il fico che avrebbe resi entrambi simili a Dio.

Le tracce storiche del fico sembrano risalire al VI secolo a. C. e ancora oggi possiamo trovare rappresentazioni pittoriche degli stessi fichi nei nostri patrimoni storici (La Villa di Poppea-Scavi di Oplonti-Torre Annunziata).

Nell’antica Grecia, era l’albero sacro ad Atena, dea della saggezza e a Dioniso dio del vino, e a Priapo, dio lubrico della fecondità.

Il titano Sykèus, (da syke, fico), per sottrarsi a Zeus che lo stava inseguendo, si sarebbe rifugiato presso la madre Gea, la terra. Questa avrebbe poi fatto sorgere dal suo grembo l’albero che ricorda il nome del suo figlio.
Nell’antichità era proibito esportare fichi considerati un prodotto di prima necessità, e, se frutto di alberi sacri, veniva reputato un sacrilegio.

In Grecia, in certi culti agrari primitivi, esisteva la “rivelazione del fico”, come culto di iniziazione ai segreti della fecondità.

Ad Eleusi,una cittadina vicina ad Atene, sede di un famoso tempio dedicato alla dea Demetra, non poteva mancare il  fico sacro, protetto da un portico, come narra Pausania (110-180), scrittore e geografo greco.

In questa località dicono che Fitalo abbia accolto nella propria casa Demetra e che la dea, in cambio dell’ospitalità, gli abbia donato la pianta di fico. A quanto io dico rende testimonianza l’epigramma che è inscritto sulla tomba di Fitalo: – Qui il signore, eroe Fitalo accolse un tempo la veneranda Demetra, quando per la prima volta ella fece spuntare il frutto della tarda estate, che il genere umano chiama sacro fico: da allora la stirpe di Fitalo ebbe onori immortali -.” (Pausania,Viaggio in Grecia, I, 37, 2) (32)

Si narra che a Platone, essendo un grande estimatore dei fichi, venne dato il nome di “mangiatore di fichi”; inoltre egli sosteneva che cibarsi di fichi contribuiva ad accrescere l’intelligenza.

Anche Plinio si era dimostrato sensibile alle virtù dei fichi ed infatti era solito affermare che mangiare fichi aumentava la forza dei giovani e manteneva la salute degli anziani.

Plutarco narra, riguardo alle origini di Roma, che la cesta con Romolo e Remo, destinati a morire come frutto illegittimo della vestale Rea Silva, non fu trascinata dalla corrente del Tevere, ma si arenò miracolosamente in un’insenatura fangosa, sotto un fico selvatico dove vennero nutriti dalla lupa. La pianta divenuta sacra, in quanto riferita a Marte, padre dei gemelli, era diligentemente curata dai sacerdoti del dio che provvedevano alla sostituzione della pianta ogni volta che questa moriva.

Il fico inteso come albero, nella tradizione ebraica, rappresenta il popolo di Israele. Il fico, inteso come frutto allora rappresenta la legge che il popolo di Israele genera, cioè la Torah che significa legge. Allora la stagione dei fichi è la stagione delle leggi e delle sentenze, cioè il tempo del giudizio.

L‘albero di Bodhi (fico sacro, lat. Ficus religiosa), quell’albero, sotto il quale il Buddha ha vissuto il Bodhi (“Illuminazione” o “Risveglio”). Il simbolo dell’albero ha in parte origine anche nei culti pre-buddhisti della fertilità e nell'”Albero della vita“.     A volte viene anche raffigurato un trono vuoto sotto all’albero, che, come l’albero stesso, dovrebbe ricordare il risveglio del Buddha.

L’albero della Bodhi è un grande e molto antico fico sacro ,collocato all’interno dell’area in cui oggi sorge il Tempio di Mahabodhi, a Bodh Gaya. Il fico sacro, di cui l’albero di Bodhi è un esemplare, è sacro a induisti, giainisti e buddhisti

Nella mitologia egizia ci si riferisce al sicomoro (Ficus sycomorus); in Egitto si narra che la rinascita di Osiride avviene quando le zolle alla base del sicomoro sacro cominciavano a coprirsi di germogli di grano ed orzo. Il fico sicomoro era insomma considerato un albero cosmico, simbolo di immortalità, di rinascita dalla distruzione. Il suo succo, inoltre, era prezioso perché si riteneva donasse poteri occulti e il suo legno era usato per la fabbricazione dei sarcofagi: seppellire un morto in una cassa di sicomoro significava reintrodurre la persona nel grembo della dea madre dell’albero, facilitando così il viaggio nell’aldilà.

Nel Libro dei Morti, il sicomoro è l’albero che sta fuori dalla porta del Cielo, da cui ogni giorno sorge il dio sole Ra. Esso inoltre era consacrato alla dea Hathor, chiamata anche la “dea del sicomoro”: Dea madre, feconda e nutrice, Hathor abita gli alberi ed è la “signora del sicomoro del sud”, a Menfi; ma è anche la “signora dell’Occidente”, ossia la signora del regno dei morti.

Nel mondo islamico il fico è ritenuto dotato di una certa baraka (letteralmente “benedizione”, intesa nel senso di “potenza spirituale”). Esso infatti si conserva assai bene secco senza bisogno di alcuna aggiunta di sale o spezie. Il fico non manca mai nei rituali di nozze berberi e campagnoli

La novantacinquesima Sura del Corano viene chiamata “Il fico” (At-Tîn) inizia evocando il fico e l’olivo: “Per il fico e l’olivo/ per il monte Sinai/ e per questa contrada sicura!/ Invero creammo l’uomo nella forma migliore,/ quindi lo riducemmo all’infimo dell’abiezione/ eccezion fatta per coloro che credono e fanno il bene: avranno ricompensa inesauribile./ Dopo di ciò cosa mai ti farà tacciare di menzogna il Giudizio?/ Non è forse Allah il più Saggio dei giudici?”.

In India il Ficus bengalensis ed il Ficus religiosa sono ritenuti gli alberi sacri rispettivamente di Visnu e Shiva. In molte tradizioni (ed in particolare sempre in India) sulle sue radici si acciambella il serpente, simbolo che esprime la forza fecondatrice per eccellenza (e la stessa energia-coscienza dell’essere umano- kundalini non è forse rappresentata come un serpente che si attorciglia attorno alla colonna vertebrale –albero cosmico- a mò di caduceo?).

Nell’oroscopo degli alberi chi nasce nel periodo del FICO (dal 14 al 23 Giugno e dal 12 al 21 Dicembre) è un individuo molto forte, un po’ testardo, indipendente, non tollera le contraddizioni né le controversie, adora la vita, la sua famiglia, i bambini e gli animali, un po’ volubile con gli altri, ha un buon senso dell’umorismo, ama l’ozio e la pigrizia, possiede talento ed un’intelligenza pratica.Per saldare il loro carattere i nati in questo periodo hanno molta fiducia nella famiglia e nei suoi affetti in modo da poter anche attenuare il loro comportamento autoritario. Per frenare la loro prepotenza devono accompagnarsi a persone gentili e miti come i Pini e le Betulle che possono riuscire a costringerli a mostrare la loro gentilezza.

Nel mio giardino ho un grande albero di fichi.

Fa tantissimi frutti nel mese di luglio e poi nel mese di settembre.

Quelli di settembre sono più rossi e zuccherini.

Farò altri chili di marmellata e ne mangerò altrettanti.

Del resto:

Platone diceva che fanno aumentare l’intelligenza…….

fonti :

http://www.evus.it

http://www.istitutopontevaltellina.it

http://www.mr-loto.it
http://www.ficusnet.it
http://damaimandra.beepworld.it/
http://www.puntosufi.it/
http://www.tanogabo.it/fico.htm

* 999 : l’inizio

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Ormai avrete letto di tutto e di più su questa giornata particolare, tutto è come dev’essere e l’importante è fluire ed affidarsi in questo tempo che è veramente il divenire.

La conferma è questo nuovo passaggio con la forza portata da un triplo nove, giorno 9, mese 9 e la somma dell’anno 2016 che crea il terzo 9. Si tratta di un triplo portale che porta le energie del compimento, la chiusura di un ciclo e l’apertura del nuovo, tutto ciò confermato anche dall’astrologia e da molti altri indizi provenienti da varie filosofie e discipline.

Il 9 per i Pitagorici è il numero dell’Iniziazione, l’uomo risvegliato del domani che è 10.
Infatti nell’architettura sacra, la Decima Porta, è l’architrave orizzontale posta sui pilastri a Nove pietre della porta.

Il Nove rappresenta la perfezione ottenuta alla fine del ciclo ed equivale al potere di espandersi oltre il limite della sfera della coscienza. È ciò che viene chiamato Iniziazione, l’inizio di un nuovo ciclo di consapevolezza.

Nove è il numero sacro dell’Essere e del Divenire, in natura sono necessari per l’Essere Umano nove mesi di gestazione del grembo (uovo) materno, affinché una vita da embrione si possa trasformare in un essere completo, il bambino.

Il numero Nove rappresenta il Cerchio in Rotazione, il moto rotatorio caratteristico dell’azione di Fohat, il Serpente di Fuoco.

Fohat, raccontano gli scritti orientali, è uscito dalla testa del Padre degli Dei come Rudra, il Fulmine ha il valore numerico dell’azione di Fohat che è Nove. In Alchimia è conosciuto come Ouroboros.

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A conferma di ciò anche nella cultura ebraica la nona lettera dell’alfabeto Teth ha come simbolo il Serpente, inoltre è la Nona lettera delle cinquanta porte che conducono ai misteri dell’Essere.
La sua funzione è: Matrice. Questo archetipo rappresenta il femminile, la sposa, la terra. Noi, uomini e donne, siamo questo femminile, esso emerge dal profondo dove siamo un tutt’uno con le energie forti, fecondanti, istintive dell’Universo. Il femminile è la dimensione che accoglie, ama e permette alla Vita di esistere ed esprimersi nell’Universo, nelle infinite forme di vita, perché contiene tutte le energie necessarie per far esistere gli esseri e le situazioni.

Thet ci introduce nella consapevolezza della nostra dimensione femminile e ci fa percepire che la dimensione complementare, il maschile, è sempre presente e viva in noi. Per muoverci nel mondo in piena autonomia e non legare, né vincolare, né ricattare nessuno nelle nostre relazioni, bisogna partire dall’interezza della nostra persona, cioè dal nostro maschile e femminile maturi ed integrati. Solo dalla nostra piena autonomia, libertà e unità interiore potremo costruire legami ed amicizie vere, costruttive e funzionali alla nostra evoluzione. Sperimentare la capacità di accogliere le forze vitali, gli indizi, i semi di vita e di situazioni nuove e saperle alimentare.

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Thet ci lancia nel cosmo dei sentimenti e delle emozioni, allenta le maglie di ogni cellula, ogni tessuto, corpo, pensiero o progetto. Ci chiama al nuovo sentire, ci invia serene richieste, ci alletta, incanta ed invita. Thet ci immette su nuovi sentieri e intuizioni, ci introduce ai nuovi linguaggi, alle genialità attivate, all’onore dato ad ogni esistenza. La consapevolezza che diventa l’alleanza con il Supremo. Teth è anche la copertura, la protezione e il riparo, l’uomo può contare sul suo Dio e sino a che resterà nella sua dimora nulla avrà da temere.

Ecco dunque l’espansione della consapevolezza propria di questi tempi, equilibrare i nostri emisferi, integrarli in ognuno di noi e affidarsi a questo intuito attivato che ci porta l’accoglienza e la fluidità del femminile riequilibrato, la rigenerazione, la conoscenza, queste forze insite in noi e finalmente svelate ci indicheranno il cammino nel nuovo percorso, partendo da questa data con il portale 9.9.9.

Namastè
Om Shanti Amen

Patrizia di Visione Alchemica

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