* La buona notizia del venerdì: La felicita’ al potere: il primo libro di Mujica, presidente povero dell’Uruguay

La felicita’ al potere: il primo libro di Mujica, presidente povero dell’Uruguay

la_felicita_al_potere_jose_mujica_copertina

Dal presidente che ha stupito il mondo per la sua capacità di vivere in modo frugale e di rinunciare a gran parte del proprio stipendio arriva un libro dedicato al tema della felicità.

Si tratta di “La felicità al potere“, il primo libro di Pepe Mujica.


E’ il primo libro al mondo, un saggio, che porta la firma di colui che negli ultimi cinque anni è stato alla guida dell’Uruguay come presidente.

In Italia è pubblicato dalla casa editrice Eir. Qui Mujica racconta la propria esperienza personale. Viverequattordici anni nelle condizioni più disumane che un uomo possa sopportare come ostaggio di una dittatura feroce, fino a dimenticare il proprio volto: ecco il tema centrale attorno a cui il libro ruota per descrivere la strada lastricata di ostacoli che è necessario percorrere per raggiungere la felicità.

Mujica ha rinunciato al 90% del proprio stipendio da presidente per vivere felice e dedicare il proprio tempi alla terra e al rapporto con gli altri. La vita semplice e le sue gioie hanno superato il desiderio di potere, o meglio, di gestire il potere per il proprio esclusivo tornaconto.

A quasi 80 anni Mujica viene considerato il presidente più famoso del mondo ma anche un personaggio molto scomodo per la classe politica internazionale, in quanto ha dimostrato che fare politica non significa necessariamente dover vivere nel lusso e sfruttare soldi pubblici per mantenere uno status economico elevato.

libro_mujica

Più volte lo hanno definito “il presidente povero” ed ora è lui stesso a raccontare e ripercorrere la propria storia in un libro rivolto a tutti, a partire dai cittadini della sua nazione. Mujica è l’esempio vivente di come si possa essere presidente, fare politica e pensare al bene comune senza brame di potere.

Il libro contiene un’intervista esclusiva rilasciata a Montevideo a Cristina Guarnieri, direttrice della casa editrice Eir, nonché i discorsi più importanti e famosi del Presidente, fra cui spicca il discorso sulla felicità – che dà il titolo al libro – proferito dal Presidente al G20 in Brasile nel giugno 2012.

Infine, è corredato da una biografia romanzata di Mujica, ideata da Massimo Sgroi e approvata dalla presidenza, da alcune pagine che Mujica ha scritto di suo pugno per questa prima edizione italiana, dalla Prefazione di Omero Ciai, giornalista di Repubblica e da una Postfazione di Donato Di Santo, responsabile politico dei rapporti Italia-Sud America.

Si tratta di un libro che vale davvero la pena di leggere per conoscere meglio la storia e le opinioni di un presidente decisamente fuori dagli schemi. 

 

http://greenme.it/vivere/arte-e-cultura/libri/15828-libro-mujica-felicita-potere

* I gatti di Doris

se un pesce

è la personificazione, l’essenza stessa

del movimento dell’acqua

allora il gatto è  diagramma e modello

della leggerezza dell’aria


doris lessing


Doris_Lessing_gattara-586x385.

Nella vita di Doris Lessing i gatti hanno sempre avuto un ruolo molto importante. 

Ci ha sempre convissuto, ha imparato presto a conoscerli. Il primo gatto risale ai tempi della Persia, quando aveva tre anni. poi da bambina, in Sudafrica, dove ne era letteralmente circondata: i selvatici, che andavano tenuti lontani da quelli di casa, e i domestici, che a loro volta subivano il richiamo del bush. da allora una lunga confidenza ha unito la scrittrice ai felini, in un rapportarsi sempre intenso, felice in certi casi, drammatico in altri.

A Londra ha avuto animali più cittadini, ormai adeguatisi alla vita umana e abituati a relazionarsi con i padroni. e qui i sentimenti si fanno ancora più profondi e complessi. In particolare con i due con cui viveva, uno grigio e l’altro nero, dalle psicologie così diverse tra loro. 

Di molti dei gatti conosciuti descrive carattere, temperamento, gusti e, con la stessa lucidità con cui ha analizzato se stessa e la società umana nei suoi libri, ha saputo guardare al mondo felino, alle qualità che lo fanno insieme simile e dissimile al nostro.

NOBEL-LITERATURE-LESSING-FILES

( feltrinelli – wikipedia)

” era davvero molto bella

era al suo meglio quando se ne stava seduta sul letto e guardava di fuori. le zampe anteriori color crema, leggermente striate, erano ripiegate all’ingiù, una accanto all’altra, per terminare su due estremità argentee.

le orecchie, lievemente frangiate, con la parte bianca che sembrava d’argento, si alzavano e si muovevano, indietro, in avanti, tese ad ascoltare e a percepire. e ad ogni nuova cosa percepita, il muso si girava leggermente, vigile. la coda si muoveva, in un’altra dimensione, quasi che la punta cogliesse dei messaggi che altri organi non riuscivano ad afferrare. sedeva in posa, leggera come l’aria, guardando, ascoltando, sentendo, respirando con tutta sè stessa, con il pelo, con i baffi, con le orecchie – con ogni parte di sè, attraverso una delicata vibrazione. se un pesce è la personificazione, l’essenza stessa del movimento dell’acqua, allora il gatto è diagramma e modello della leggerezza dell’aria.

“oh, gatta” le dicevo o per meglio dire invocavo “bellissima gatta !  gatta splendida ! dolcissima gatta ! gatta di seta ! gatta che sembri un morbido gufo, gatta con le zampe come farfalline, gatta preziosa come un gioiello, prodigiosa gatta!” gatta, gatta, gatta, gatta.

sulle prime lei mi ignorava poi girava la testa, morbidamente arrogante, e a ciascuno di questi elogi, per ognuno di essi,  separatamente, socchiudeva gli occhi. poi, quando avevo finito, sbadigliava, intenzionalmente, con atteggiamento fatuo, mettendo in mostra una bocca rosa come un gelato e la rosea lingua arricciolata.

oppure, di proposito, si accucciava e mi seduceva con lo sguardo. io fissavo quegli occhi a forma di mandorla contornati da un sottile tratto di matita scura, attorno al quale si inarcava un secondo tratto color  crema.

sotto ciascuno di essi una pennellata più scura. verdi, occhi verdi, che nell’ombra si facevano color oro scuro, fumoso: una gatta dagli occhi scuri. ma alla luce diventavano verdi, un verde smeraldo limpido e freddo. dietro i bulbi trasparenti degli occhi, guizzi di ali di farfalla, venate e lucenti. ali che parevano gioielli – l’ essenza stessa delle ali. …

negli occhi della gatta grigia si rintracciava la verde lucentezza delle ali di una farfalla di giada, come se un artista avesse detto: che può esservi mai di altrettanto grazioso, di altrettanto delicato di un gatto? e quale creatura dell’aria può mai essere affine ad un gatto? ma la farfalla, naturalmente! e là, in fondo agli occhi di un gatto, giace questo pensiero, un pensiero solo accennato con un mezzo sorriso; nascosto dietro la frangia delle ciglia, dietro la sottile palpebra, interna, bruna, e i sotterfugi della civetteria felina.

gatta grigia, perfetta, magnifica, regale; gatta grigia con tracce di leopardo e di serpente; con cenni di farfalla e di gufo; leone in miniatura con artigli d’acciaio per uccidere; gatta grigia piena di segreti, di affinità, di misteri …”

Doris-Lessing

Doris Lessing, Premio Nobel per la letteratura nel 2007. 

Doris Lessing era una gattara di quelle forti, come T. S. Eliot ed Hemingway, e sui mici ha scritto vari libri. Voleva sempre vicini i suoi gatti quando scriveva e a Londra, nel quartiere di Hampstead in cui viveva, lei era la gattara ufficiale della zona: la sua casa era diventata un rifugio sicuro per gatti randagi e cuccioli che scavalcavano alla ricerca di cibo. E Doris Lessing non faceva mai mancare nel suo giardino una ciotola d’acqua e una di crocchette.

9788807720376_quarta.jpg.312x468_q85_upscale

Uno dei suoi libri ha per titolo “Gatti molto speciali “(in Italia è pubblicato da Feltrinelli) e in esso Doris Lessing vi racconta la sua vita con i gatti, a partire dall’africa. La scrittrice ci parla dei gatti, descrivendoci i loro amori, le paure e riesce a farlo entrando nella psicologia dei questi splendidi animali.

Oltre a Gatti molto speciali, Doris Lessing ha scritto anche” particularly cats and rufus the survivor (contenuto nell’edizione della Feltrinelli di “gatti molto speciali”e “ la vecchiaia di el magnifico”(pubblicato in Italia da Archinto) che era il gatto con cui la scrittrice aveva un rapporto speciale, come ebbe a raccontare ella stessa:

” quello con cui ho comunicato meglio era “el magnifico”, un gatto di grande intelligenza. passavamo molto tempo a guardarci, toccarci.”

 

Fonti:

http://www.petsblog.it/post/67947/

* A. A. Arcobaleno cercasi

 “Grande arco a volte visibile nel cielo dovuto alla rifrazione, riflessione e dispersione dei raggi solari nelle goccioline di pioggia; presenta i colori dello spettro solare con il violetto all’interno e il rosso all’esterno .”

Questa è la definizione del fenomeno ottico che chiamiamo arcobaleno!

 

arcobaleno_kicco
Sono tante le leggende e le storie raccontate dai nonni sul punto magico in cui nasce l’arcobaleno.Infatti l’immagine più diffusa di un arcobaleno è una specie di arco multicolore che unisce la terra con il cielo.
E viene subito voglia di correre fino a trovare l’inizio di questo ponte prima che scompaia, come se ci fosse una sola, unica e irripetibile possibilità  di trovarlo e scoprire …..
Le aspettative sono molteplici, chi dice che ci potrebbe essere una pentola colma d’oro, chi l’indicazione di un tesoro sepolto, chi una finestra che consente di vedere fino all’altra parte del globo, chi un angelo pronto a farti raggiungere il cielo più veloce di uno sputnik, chi l’entrata del paradiso terrestre…. 
Sono sogni, sono fantasie, sono speranze che ci spingono a desiderare qualcosa che ci manca e che vorremmo raggiungere. E spesso non sappiamo bene cosa
Corri, corri,.. verso una immagine irreale del tuo obbiettivo… e più corri e più si allontana…anzi non trovi più nemmeno l’arcobaleno, perchè durante la tua corsa è svanito e tu non te ne sei accorto, concentrato come eri a fare in fretta, ad arrivare primo…
E dopotutto… ti sei chiesto prima di partire se quell’arcobaleno era lì per te? Rifletti sulla tua vita: vai sempre di corsa…l’importante è andare…certo una strada c’è, la percorri da quando sei nato…
Ed è proprio la tua strada o è di qualcuno altro.?.. Sei tu che hai tracciato il suo percorso…dritta qui…due curve là…più salite o più discese, dipende dal punto in cui stai ?…
Ti sei mai chiesto di quale colore è? E soprattutto dove arriva…Sei soddisfatto del percorso… Forse lo saresti di più, se sapessi dove stai andando…
Diceva mia nonna “ chi ben comincia è alla metà dell’opera ”

Quando l’opera, l’obbiettivo, è ben chiaro, allora puoi incominciare e ti riesce facile trovare tutto ciò che ti serve per raggiungerlo.

Quando l’obbiettivo è il risultato di una spinta ad andare oltre verso il futuro, allora ti riesce facile trovare la via per raggiungerlo.
Quando hai trovato la via la progetti dritta e tutta in piano, perchè complicarla se l’obbiettivo è bene  in vista.
Quando hai scelto la via, la colori dei tuoi interessi, delle tue spinte emotive, dei valori in cui credi, della tua voglia di fare, della tua capacità di amare ciò che fai, che sei…
Crea tu stesso un arcobaleno ricco di sfumature in una armonia di luci dell’iride che è solo tua…vuoi iniziare dal rosso… o dall’indaco…. Allora è semplice trovare il punto dove nasce, è il punto dove ti trovi ora, in questo momento della tua vita, quando ti accorgi di te stesso
Quando ti accorgi di te stesso, ti accorgi di quante risorse hai a tua disposizione, di quante capacità ti sei già arricchito, di quanti desideri puoi ancora esprimere…
Eccola la tua pentola magica! E, se guardi bene fino in fondo, quanto altro puoi trovare di te stesso!
Allora!…Che aspetti?

ARCOBALENO

Crea il tuo arcobaleno e….

VaiVai! Vai!

* Quante galassie, nebulose e ammassi stellari riesci ad osservare in una notte? La Maratona Messier

maratona-messier

 

Il mese di marzo è denso di appuntamenti ed eventi memorabili, tra cui l’imperdibile maratona Messier: un’intera notte di osservazione per dare la caccia alle 110 galassie, nebulose e ammassi individuate da Charles Messier.

messier

 

Charles  Messier(Badonviller, 26 giugno 1730 – Parigi, 12 aprile 1817) è stato un astronomo francese.

È famoso per aver compilato un catalogo di 110 oggetti (principalmente nebulose e ammassi stellari), che porta il suo nome (Catalogo di Messier).

Questo catalogo fu pubblicato per la prima volta nel 1774;[ gli oggetti di Messier erano numerati da 1 a 110 (oggi convertiti nei numeri di catalogo da M1 a M110, con la M che indica il catalogo di Messier) e spesso sono ancora conosciuti con questi nomi.

L’opera che gli ha dato fama duratura è il catalogo di nebulose e ammassi di stelle.Tuttavia la realizzazione del catalogo non è vissuta da Messier come un’opera importante. Egli è un cercatore di comete e non di ammassi stellari o altro, sebbene abbia svolto molte osservazioni slegate dalle ricerche cometarie, quali ad esempio le osservazioni planeta.

Il suo scopo nel creare il catalogo era di aiutare i cacciatori di comete (come Messier stesso), e altri osservatori del cielo, a distinguere gli oggetti dall’apparenza diffusa ma fissi nel cielo, che potevano essere scambiati per comete. L’osservazione di queste ultime era infatti molto importante al tempo di Messier, mentre le nebulose dai contorni poco definiti visibili in posizioni fisse del cielo erano per lo più inspiegate ed ignorate, anche per la mancanza di mezzi tecnici (come telescopi sufficientemente potenti) che permettessero di studiarle in dettaglio.

Ironia della sorte, Messier diventerà famoso per aver catalogato gli oggetti che non voleva vedere.

Arrivato a Parigi, Messier venne assunto dall‘astronomo Joseph Nicolas Delisle (Parigi 1688-1768) possessore di un osservatorio privato, presso Cluny.

Messier fu incaricato di tenere i registri delle osservazioni, ma, innanzi tutto, di copiare una mappa della Grande muraglia cinese e una pianta di Pechino. Lavorando presso questo osservatorio, Messier si ricordò del piacere che aveva provato nell’osservare la cometa del 1744, una delle più curiose tra quelle dell’epoca, e l’eclisse di Sole del 1748.

Così, seguendo gli insegnamenti di Delisle e di Libour, che lo iniziò nell’uso degli strumenti astronomici e all’osservazione delle comete e delle eclissi, Messier cominciò ad osservare il cielo.

Partecipò con grande impegno alla ricerca del ritorno della cometa di Halley, che era uno degli obbiettivi degli astromomi del tempo e che era previsto per il 1758. Trascorse tutte le notti di quasi 18 mesi nell’alto della torre dell’osservatorio di Cluny in cerca della cometa.

In suo onore sono stati chiamati l’asteroide 7359 Messie e un cratere sulla Luna.

La lista finale, dei mitici 110 oggetti del catalogo Messier fu pubblicato nel 1781.

Durante la Maratona Messier si tenta di osservare tutti gli oggetti del catalogo in una sola notte. Certamente una sfida per grandi appassionati: con sé stessi, contro il tempo e il freddo, tra mille variabili come il meteo e l’inquinamento luminoso. Il premio? La soddisfazione personale di aver percorso una maratona per grandi astrofili.

La Maratona, che inizia al tramonto e finisce all’alba, può essere effettuata con qualsiasi strumento: dal piccolo binocolo al telescopio.

Gli oggetti del catalogo sono concentrati su tutto l’emisfero boreale, ma non sono distribuiti uniformemente: ecco perché è solo in un certo periodo dell’anno che è possibile “stanarli” tutti in una sola notte.

La data è quindi quella del 21 marzo 2015.

mont-saint-michel_2627605b

Ma il mese di marzo è anche il mese della grande “marea del secolo” che si ripresenta ogni 18 anni sulle coste bretoni della Francia, nell’oceano Atlantico: il picco massimo è atteso proprio per il 21 marzo 2015 e si verificherà a causa della congiunzione perfetta di molti fattori come l’allineamento degli astri e le distanze delle orbite. 

Mont-Saint-Michel la grande marea è già iniziata con un mese d’anticipo rispetto al suo picco massimo!

Fonti:

http://divulgazione.uai.it/index.php/Maratona_Messier

http://www.meteoweb.eu/2015/02/astronomia

http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Messier

* La buona notizia del venerdì è che oggi è venerdì 20 marzo 2015 : Cogli l’attimo!

20 marzo 2015 

1296734579_28528595_1215374711_image051

20 Marzo 2015

Eclisse totale di Sole, Novilunio, Equinozio di Primavera… Energie speciali?

Non si può non percepire la spinta a fare le scelte per il futuro che inizia proprio oggi con l’equinozio di primavera!

* L’eclissi solare è l’inizio di un momento nuovo della vita degli individui, anche se la sua rilevanza è maggiormente sociale rispetto all’ eclissi lunare che è più personale. Siamo nella presenza di un forte rinnovamento, di un cambiamento che i più sensibili ascolteranno anche solo come agitazione interiore, desiderio di muoversi verso qualcosa che sia più simile alle proprie aspirazioni. L’eclissi rappresenta una opportunità per tutti colori che avranno il coraggio e la sensibilità di muoversi verso quella direzione che è fortemente indicata in questo inizio di anno energetico.

Siamo all’inizio dell’anno energetico, ogni azione, pensiero e incontro che avverrà sotto la luce di questi giorni caratterizzerà fortemente tutto l’anno (energetico). Il motivo principale di quest’anno risiederà nella questione: forti o saggi? Cosa conduce l’uomo verso la sua realizzazione: la conoscenza o la forza? In realtà è richiesta la forza come la saggezza ma per integrare due atteggiamenti così diversi, occorre avere molta sensibilità e coraggio.*

*** Nelle società arcaiche l’Equinozio si festeggiava come fosse Capodanno!

Stasera preparate un rito o una festa e lasciate andare le energie vecchie magari scrivendole su un biglietto che brucerete e poi chiamate a voi le energie nuove del cambiamento! Inventate qualcosa di bello per voi, regalatevi una piccola cosa che rappresenti ciò che volete nella vostra vita, o scrivete l’intento su un biglietto.

Il forte influsso energetico di questi giorni magici vi aiuterà nell’intento… mi raccomando soprattutto focus su ciò che volete!!! ***

 

Io penso che l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre. Queste energie pervadono e determinano una coscienza in tutto ciò che è manifesto, dal granello di sabbia, alle piante, agli animali, agli esseri umani fino alle più lontane e complesse galassie. 

Le energie delle stelle ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della vita la nostra vita. Comunque, anche se non ne siamo consapevoli.  

https://lauracarpi.wordpress.com/2015/03/19/eclisse-totale-di-sole-novilunio-equinozio-di-primavera-energie-speciali-cogli-lattimo/

http://energiamaya.org/2015/03/18/cosa-portera-il-nuovo-anno-energetico

https://www.facebook.com/visionealchemica?fref=ts

* Eclisse totale di Sole, Novilunio, Equinozio di Primavera… Energie speciali? Cogli l’attimo!

Quale significato può avere per noi   un eclissi solare totale…

che avviene all’equinozio di primavera e nel giorno del novilunio di Marzo?

20 marzo 2015

1296734579_28528595_1215374711_image051

” Un evento cosmico simile a quello del prossimo 20 marzo 2015, avvenne cinquecentomila anni fa, e questo ha probabilmente segnato l’arrivo del primo esemplare del genere Homo sulla terra.

Allora si comprende l’importanza di questo evento dal punto di vista esoterico.

Ogni volta che si presentano le medesime condizioni in cui un evento è nato quello stesso evento può essere trasformato.

L’eclisse del 20 marzo accade nel giorno dell’equinozio di primavera. In tutto il mondo la durata del giorno e della notte saranno identiche.

È dal 20 marzo 1662 che non si verifica un’eclissi totale di Sole in questa data. Il 20 marzo 1681 ci fu un’eclissi ma fu ibrida, in parte totale e in parte anulare.

Eclissi-solare-20-Marzo-2015-sarà-visibile-anche-in-Italia

Al Polo Nord, il 20 marzo il sole fa finalmente capolino all’orizzonte, dopo sei mesi di notte continua, pronto a restare nel cielo per sei mesi di fila.

Quest’anno, poche ore dopo essere apparso, il sole sarà oscurato dalla Luna, un evento rarissimo che si verifica circa ogni cinquecentomila anni.

Si tratta di un momento di transito che genera una eccezionale opportunità.

Questa eclisse di sole segna l’inizio di un movimento psichico chiamato il risveglio del respiro della Madre.

Il XVII secolo segna l’inizio della fine della presenza delle grandi civiltà umane fondate sul simbolismo matricentrico. È infatti il secolo della fine definitiva delle civiltà precolombiane che erano incentrate sul simbolismo matricentrico.

La nostra civiltà attuale, che si è globalizzata, si fa notare per uno squilibrio assoluto verso i modelli simbolici patricentrici e per la totale ignoranza dell’eterno femmineo.

Simbolismo patricentrico è “logos”, pensiero ordinatore, raziocinio, solarità, evidenza, scienza, controllo, gestione, dimostrazione, luce.
Simbolismo matricentrico è lunarità, invisibilità, caos creativo, fede, missione, passione, ombra, estasi.

Matricentrismo e patricentrismo dovrebbero sempre essere in equilibrio, ma quasi mai è stato così, se non in rari momenti d’eccezione, in straordinarie culture, dove la Bellezza era la forma sotto il cui il Bene si manifestava nel mondo sensibile.
L’eclisse di sole del 20 marzo è un momento privilegiato: chi vuole veramente giungere alla visione dell’Unione degli opposti avrà la complicità del cosmo e il favore degli dei.”

” Questa eclissi  solare  insieme all’ equinozio avviene in un giorno secondo l’antico calendario Maya chiamato Cauac (tempesta blu) .

Le proprietà di questo giorno  hanno a che fare con la purificazione…con la trasformazione con la caduta degli schemi che a livello mentale ci procurano sofferenza.

Cauac rappresenta la purificazione senza caos e ci donerà la lucidità per affrontare la perdita degli schemi rilasciati…

Ricordiamo che  dopo ogni tempesta c’ è sempre il sole e … il 21 marzo ,sempre secondo il calendario Maya, è un giorno speciale dedicato al Sole (AHAU …Sole giallo)

Sole

Dunque tutto quello che avremo rilasciato fino ad oggi e che rilasceremo con gli input di questa nuova eclisse creerà quel magico  vuoto che  servirà per la nostra rinascita ..il nostro sole che verrà alla luce!

La particolarità dell’eclisse solare nell’equinozio primaverile enfatizza il processo di novilunio, ma nello stesso modo conferma quel percorso terrestre che stimola in ogni creatura l’appartenenza verso questo pianeta forse nel riequilibrare un percorso karmico che ha fortemente condizionato la coesistenza della famiglia umana nella natura.”

 

” Domani, 20 Marzo, alle 05:37 nasce la luna nuova in Pesci, nello stesso giorno in cui il Sole fa il suo ingresso in Ariete (alle ore 22:45) dando inizio ad un’altra Primavera.
Pesci è l’ultimo segno dello zodiaco, che ci introduce là dove tutto è possibile, purché ci sia fede, fiducia e affidamento in una forza superiore a quella della razionalità.
In questo segno d’acqua si impara che ogni fiume conduce al grande mare dove ognuno potrà ritrovare sé stesso solo perdendo i confini dell’individualità, lasciando andare ogni inutile aggruppamento, rancore, risentimento.
Ariete è il segno dei nuovi inizi, è il grado zero da cui ricominciare, rinnovati come la natura dopo il lungo inverno, pronti ad affrontare il nuovo ciclo di vita, in sintonia con la natura.
In questo momento di perfetto equilibrio tra le forze Yin e Yang, tra luce e ombra, sole e luna, si colloca l’eclisse totale di Sole.
Il Sole all’interno dello zodiaco rappresenta il centro dell’identità, l’io, l’ego, ora oscurato da un’eclisse, che sposta l’attenzione su qualcosa di più grande.
Questo importante movimento astrologico ci ricorda che come piccole cellule siamo immerse in un grande organismo che funziona solo se c’è collaborazione tra tutte le sue parti.
E’ ora il momento adatto per superare l’impulso egioco ed individualistico che ci spinge a pensare solo a noi stessi, al nostro orticello, per aprire il cuore a nuove più grandi possibilità: prendersi cura dell’altro, prendersi cura della Madre Terra, prendersi cura di chiunque abbia bisogno di cura.
Questa è la grande lezione dei pesci, che ariete ci invita a percorrere rinnovati, mentre l’eclisse dell’ego ci indica il modo in cui fare ciò.”

 

Woman Jumping On The Beach On Sunny Sky Background, Freedom And

 

Nelle profondità si celano ulteriori profondità,
nelle altezze un’altezza ancora maggiore.
L’uomo giungerà più velocemente ai confini dell’infinito
che alla pienezza del proprio essere,
poiché quell’essere è l’infinito.
Aspiro ad una forza infinita,
ad una conoscenza senza limiti
e ad una gioia infinita.
Potrò mai ottenerla?
Sì, ma la natura dell’infinito è di non avere fine.
Perciò non puoi dire io la ottengo,
ma piuttosto io la divento”
Sri Aurobindo

 

Sono spunti da approfondire  in queste fonti:

http://www.visionealchemica.com/eclissi-del-20-marzo-2015-un-evento-simile-500-mila-anni-fa/

https://camminanelsole.wordpress.com/2015/03/17/20-marzo-2015-

https://www.facebook.com/ilCerchiodellaLuna?ref=ts&fref=ts

* La prima donna laureata al mondo era italiana

Elena_Piscopia_portrait

Elena Lucrezia Cornaro, la prima donna laureata al mondo era italiana: la sua storia

Onore al merito. Un orgoglio per noi italiani, e la maggioranza di noi, probabilmente, nemmeno lo sa. La prima donna laureata al mondo, infatti, proviene dal nostro Paese.

Lei si chiama Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, è nata a Venezia nel 1646 ed è la quinta di sette figli. I suoi genitori erano il patrizio Giovanni Battista Cornaro e Zanetta, una donna di umili origini.

Giovanni Battista Cornaro, illuminato mecenate e padre anticonvenzionale, infatti, aveva sfidato l’allora pettegola e chiusa società veneziana vivendo con una donna di classe inferiore alla sua, con la quale è rimasto accanto per tutta la vita.

E il carattere forte e determinato Elena l’ha preso proprio dal padre, che con le sue decisioni ha sicuramente avuto un’influenza fondamentale nella crescita e nelle decisioni della figlia.

Elena ha soltanto 10 anni quando sceglie di rifiutare il matrimonio e di restare vergine per consacrarsi allo studio e alla passione intellettuale. Nella Venezia della metà del ’600, quando alle donne era consentito soltanto il matrimonio o il velo, Elena intraprese un camminio nuovo, solitario, quasi scandaloso.

Fin da piccola Elena dimostra una sorprendente facilità nell’apprendere, sostenuta da una notevole passione per lo studio che affronta con caparbietà e rigore. Impara il greco e il latino, se guita da prè Fabris che le impartisce lezioni a palazzo, traduce senza problemi l’Iliade e l’Odissea e amplia le sue conoscenze con gli insegnamenti impartiti da Giovanni Valier, canonico di San Marco, e da padre Vota.

Studia lo spagnolo, il francese, l’ebraico, l’arabo, per poi dedicarsi alla filosofia e alla teologia.

caterina-corner-die-gartenlaube

Dopo essersi iscritta all’Università, che a quei tempi veniva definita Studio di Padova, però, Elena trova una spiacevole sorpresa nel momento in cui presenta regolare domanda di ammissione alla laurea: a una donna, infatti, non era concesso ricevere il titolo di dottore in teologia.

E fu Gregorio Barbarigo, vescovo di Padova, a bloccare tutto: essendo inferiore rispetto all’uomo, e non essendo capace di ragionamenti difficili, una donna non poteva ricevere un titolo di laurea.

E così inizia una lunga polemica tra lo Studio di Padova, che aveva acconsentito alla laurea, e il cardinale Barbarigo.

Fino a quando, il 25 Giugno del 1678, all’età di 32 anni, Elena ottiene finalmente la sua laurea: gliela concedono, però, in filosofia (magistra philosophiae), non in teologia,  anche se non poté, in quanto donna, esercitare l’insegnamento.

La cerimonia di proclamazione restò negli annali: l’aula era talmente piena che la cerimonia venne stata spostata in uno spazio più grande.

Lei, come dicevamo, già da piccola aveva deciso di rinunciare al matrimonio e di restare vergine, ma il destino ha avuto in serbo per lei un imprevisto: l’incontro con l’erudito arabo Humar ibn al-Farid, inviato dal conte spagnolo Olivares a studiare l’ordinamento della ricchissima biblioteca del Cornaro.

Tra i due si accende una passione violentissima quanto silenziosa,  proprio grazie al loro comune amore per il sapere. E’ un sentimento impossibile e mai apertamente dichiarato, ma che resterà in eterno e che si è rivelato di grande supporto negli anni difficili che Elena ha dovuto affrontare. Parole toccanti, poi, quelle utilizzate nella lettera d’addio che Humar ha poi inviato a Elena.

Elena Cornaro Piscopia

La vita passata sui libri, però, presenta ben presto il suo conto: è il 1684 quando Elena muore, a soli 38 anni, per una grave malattia.

Aveva disposto che fossero distrutti tutti i suoi manoscritti, e le poche carte restanti, consistenti in discorsi di argomento morale e religioso, e in alcune poesie, furono pubblicate postume.

Tra debiti e volontà dei monaci benedettini, non rimarrà nemmeno la statua di Elena, eretta su spinta del padre.

Oggi, la riproduzione della statua di Elena si trova alla base dello scalone del Palazzo del Bo, sede dell’Università di Padova. Nella sala grande della Biblioteca del Vassar College, una delle università più famose della East Coast, c’è invece una vetrata policroma che la ritrae, mentre nell’Aula italiana della Cattedrale del Sapere presso l’Università di Pittsburgh è ritratta la sua figura in un grande affresco.

Il suo nome oggi dice poco, se non nulla, eppure occupa un posto rilevante nella storia della cultura italiana di cui dovremmo essere fieri. Non un’aula universitaria intitolata, non un istituto scolastico superiore, nemmeno un misero francobollo.

elena-lucrezia-cornaro-piscopia-targa-commemorativa

Le è stata però dedicata una lapide sul muro di Ca’ Farsetti a Venezia, lato calle del Carbon, mentre l’autrice Patrizia Carrano ne ha raccontato la sua storia e la sua vita nel romanzo “Illuminata“, edito da Mondadori.

Fonte:

http://www.eticamente.net/28322/elena-lucrezia-cornaro-la-prima-donna-laureata-al-mondo-era-italiana-la-sua-storia.html